NOI DUE SUL PC

Oggi pubblico un contributo originale e scritto con puntiglio. Si tratta delle considerazioni di una giovane donna sul tema, molto moderno e ampiamente trattato da giornali e media, delle relazioni virtuali ai tempi del web. Ho cercato di mantenere il flusso originale del pensiero e dell’esperienza raccontata, affinché il lettore possa considerarne la natura “testimoniale”. Buona lettura.

In una sera qualunque. In una sera che non ti aspetti. In una sera tra le accoglienti note della tua canzone preferita. In una sera in cui conti le stelle in lontananza. In una sera di voci inascoltate, di parole complicate, di sto per conto mio, di nessuno mi vede. E’ una sera davanti al tuo portatile, con le dita sulla tastiera e qualche tremito.
Ci siamo conosciuti così. “Galeotto” fu il sito d’incontri, e anche se la chat per me era solo un passatempo, mi sono fidata e persino innamorata.
La verità è che morivo di noia. Facevo la mia vita, ma in fondo senza viverla attraverso legami con qualcuno. Non avevo un granché da condividere con le persone attorno a me, non riuscivo a sentirmi me stessa. Ed è così che mi ritrovavo la sera con il mio computer e la chat.
Ci siamo incontrati in rete, e la magia era che riuscivo a vedere il suo sguardo pur senza incrociare i suoi occhi. Avevo un po’ paura e un po’ fretta, e molto desiderio che arrivasse quel giorno in cui avrei potuto dire “anch’io”. Volevo anch’io una storia che mi emozionasse ed essere finalmente libera… libera dalla paura. Il bello di internet è che potevo raggiungerlo senza limiti di tempo e di distanza, in qualsiasi momento.
Quando ci siamo conosciuti io in realtà non lo cercavo. Avevo già scelto la solitudine.
Non volevo essere presa in giro. Non volevo affezionarmi e rifuggivo. Per me era soltanto un gioco. Mi sentivo ascoltata però, soprattutto durante i nostri fitti dialoghi in cui ci scrivevamo appassionatamente.
E’ proprio questo sentirsi ascoltati con attenzione la molla più forte che fa scattare l’innamoramento: perché l’ascolto dà un grande senso d’intimità emotiva, di complicità, di partecipazione, in un certo senso con una dinamica ancestrale. L’elemento di grande seduzione è lo svelare, a poco a poco, il mistero dell’altro.
Ascolto, distanza, mistero, e questo “togliere il velo” passo dopo passo, nutrono la componente romantica dell’amore, il bisogno di sognare ad occhi aperti, e il desiderio erotico, che si costituisce di sogni sessuali, spesso mentre si sta facendo tutt’altro.
Il dosare con gradualità la conoscenza reciproca attraverso la scrittura può aiutare a costruire una qualità di sentimenti più profonda, che poi -…chissà! – possa diventare realtà
Lui aveva ragione. Aveva ragione a insistere. Insieme eravamo perfetti, davvero. Un amore di quelli che spezza il fiato, che toglie la fame, che trasforma i volti di chi lo vive, uno di quegli amori che forse s’incontra una volta se si è fortunati. E finalmente, dopo tanta attesa, siamo riusciti ad escogitare il modo per incrociare realmente i nostri cammini.
Eccoci, l’uno di fronte all’altra. E ti lasci trasportare dall’istinto del momento, anche perché di parole ne sono passate ormai tante.
Ma presto, prestissimo, ti accorgi che la persona che hai di fianco è molto diversa da come la immaginavi. Non doveva succedere e invece è successo. Innamorarsi per uno sbaglio. A volte accade. A volte ci si taglia, come con una bellissima, affilata lama lucente. E’ stata un’illusione. Crederci, intendo.
Non sapevamo nulla l’uno dell’altra, mi domandavo spesso che cosa stesse facendo durante la giornata, mentre eravamo distanti, in quel luogo lontano da me. E lui? Mi voleva così tanto, ma così tanto, che dopo esserci dati tutto, mi ha detto che non lo sapeva se era ancora il caso, che forse era meglio stare un po’ da soli, che si sentiva strano, diverso, distante.
Io non so che dire. Ho solo una domanda, solo una. Ma perché? Perché non mi ha svelato, fin da subito, che per lui ero solo una delle tante trovate per caso in chat? Avrei accettato tutto più serenamente. La verità è che con la stessa leggerezza con cui ci siamo trovati, così ci siamo smarriti. Ci siamo persi, come si perdono gli ombrelli sui treni o le collane sulla spiaggia.
Eppure, facendo attenzione, certe sue prospettive avrei potuto percepirle e anticipare gli eventi. Siamo tornati a essere due estranei esattamente come lo siamo sempre stati.
In fondo non mi manca lui. Mi manca quello che ho sempre sognato: un amore semplice, qualcuno che resti anche quando va tutto male, qualcuno che non debba dimostrarmi che mi sto sbagliando sul suo conto, perché non ha mai fatto niente per deludermi.
Abbandonati a noi stessi, ricorriamo al web, usandolo nei modi più svariati, per la banale infelicità della nostra vita corrente. Quando siamo in rete, non ci sono né l’odore dell’altro, né lo sguardo, né l’abbraccio, né la voce, né il sapore del bacio. Quanto più è alta è la componente proiettiva e di illusione tanto maggiore sarà il rischio di deludersi. Deludere l’altro e deludere se stessi.
Esiste persino un rischio di abusi e aggressioni, perché come sempre dietro al disagio non c’è solo la solitudine ma talvolta si cela il disturbo mentale. Il partner virtuale ci permette di fuggire dalla difficile realtà quotidiana, dalle nostre ansie, disistime, delusioni, frustrazioni.
Si direbbe che la nostra fetta di umanità venga al mondo affamata più di tecnologia che di latte materno! Senza internet sarebbe impossibile stare nei giorni nostri, lo riteniamo indispensabile, perché fa parte di noi come se fosse il prolungamento di un nostro organo vitale.
E’ necessario però saper discernere tra ciò che è sano e ciò che non lo è. Considerando altresì il rischio di incappare in dipendenze pericolose, che potrebbero essere indotte da tale strumento tecnologico. Il bello della chat è che offre la possibilità anche alle persone timide e insicure di esprimersi e di trovare nuove conoscenze. Internet, espande la comunicazione e permette le relazioni. Tutto ciò è vero, ma la comunicazione tramite computer risulta impoverita, mancando le sfumature del contatto sensoriale reale.
I messaggi elettronici sono poveri, e non bastano certo “emoticons” (come il sorriso espresso coi segni due punti/trattino/parentesi) e faccine varie per restituire ricchezza alla relazione. Non meraviglia che sia così facile fraintenderli. L’assenza di emozioni espressive rende le emozioni ambigue.
E’ già naturalmente difficile comunicare e relazionarsi nella vita reale, però l’evoluzione ci ha dato molti meccanismi di compensazione.
Per il web la Natura non ha ancora provveduto, quindi dobbiamo cavarcela usando la testa.

Tu che hai letto l’articolo, cosa ne pensi ?
La comunicazione mediata dal computer all’interno di comunità virtuali è un misero sostituto delle relazioni fatte di persona? Oppure è un magnifico modo per ampliare la cerchia sociale?
Internet fa di più per connettere le persone o per togliere tempo alle relazioni faccia a faccia?
Come possiamo imbrigliare la tecnologia promettente per ispessire i legami della società e soprattutto utilizzare la prospettiva delle comunicazioni rapide ed economiche per migliorare la struttura ora fragile delle nostre reali comunità?

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