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Una ricerca dell’Università di Bologna evidenzia nella “forza dell’Io” una caratteristica della personalità che agisce:

  • Moderando la valutazione degli eventi quotidiani
  • Riducendo i campanelli organici e psicologici
  • Aumentando il controllo personale e l’effetto “barriera”

La pratica del Training Autogeno migliora tutte e tre queste caratteristiche.
Si tratta di un rilassamento profondo, che serve ad assumere una corretta disposizione psichica mediante un approccio mentale e corporeo, basato sui principi fisiologici della Medicina Psicosomatica.
E’ una tecnica che richiede un certo allenamento (training) e l’assunzione, da parte della persona, di una quota di Responsabilità Personale nel “voler” stare meglio.
Gli esercizi sono, in sé e per sé, abbastanza “semplici” e richiedono pochi minuti. Per il soggetto ansioso è comunque sempre sorprendente scoprire che questa tecnica presenta comunque delle difficoltà inattese, e la necessità di un Trainer esperto è subito chiara.
L’azione incisiva del Training Autogeno è tale da richiedere comunque un’attenzione alle caratteristiche della singola persona, alla quale la tecnica va adattata da parte del professionista. E’ comunque escluso che il Training Autogeno abbia controindicazioni.
Le ricerche invece dimostrano che l’applicazione costante di questa pratica del rilassamento, nell’arco di qualche mese, migliora decisamente la sintomatologia ansiosa e migliora le capacità resilienti dell’Io, quindi una miglior capacità di reagire allo stress.
E’ bene sottolineare che, benché il Training Autogeno sia una tecnica efficace che richiede una precisa preparazione da parte del professionista, non è una metodica psicoterapeutica.
Io personalmente ho appreso il R.A.T. (Respiratory Autogenic Training) dal suo inventore, il prof. Umberto Piscicelli, che ha adattato il rilassamento autogeno alle esigenze della medicina psicosomatica.
Cito una frase dell’autore: “Il R.A.T. oltre che procurare uno stato di distensione e di calma possiede la capacità di modificare i dispositivi omeostatici, riattivando i processi primari”. In pratica, Piscicelli spiega che questa tecnica non solo “rilassa” (per questo basta anche un bel bagno caldo…), ma agisce riattivando le capacità di equilibrio (“omeostasi”) che il nostro organismo possiede in maniera innata.
Quando i casi della vita intaccano le nostre “risorse interne”, il Training Autogeno le riattiva.
Il R.A.T. è una metodica che ha conosciuto negli anni una certa fama per le applicazioni nel campo della psicoprofilassi ostetrica, infatti è stata proposta (e si usa tutt’ora) per la preparazione al parto. In realtà il suo campo di applicazione è ben più vasto.
Le principali applicazioni:

  • disturbi psicosomatici dell’apparato digerente
  • disturbi psicosomatici dell’apparato cardiocircolatorio
  • disturbi psicosomatici della respirazione
  • disturbi psicosomatici sessuali e ginecologici
  • disturbi psicosomatici urinari
  • disturbi psicosomatici della pelle
  • disturbi psicosomatici ormonali ed ematici
  • disturbi psicosomatici della muscolatura e delle articolazioni

Non solo ansia, quindi.
E’ sempre e comunque preferibile, per l’accuratezza della diagnosi e l’efficacia della terapia, che la persona abbia come referente anche il Medico di fiducia.
Può essere utile anche il consiglio del Medico del lavoro, in occasione delle eventuali visite in contesto lavorativo.
Ricordo infine la straordinaria efficacia dei metodi di Psicologia del Benessere, di cui il Training Autogeno è un vero alfiere, non tanto e non solo per la cura di patologie manifeste, ma anche e soprattutto per mantenere la salute e fare prevenzione!

"Non basta guardare avanti: bisogna che ci sia qualcosa da vedere." Roberto Gervaso