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Dato che i due concetti sono oggetti di varie definizioni e interpretazioni, qui di seguito spiego quale significato attribuisco io ai due approcci:

Per “counselling” intendo un intervento legato ad una necessità percepita di cambiamento rispetto ad una situazione. La carenza di efficacia è l’origine dell’intervento di counselling, che prevede 3 momenti preliminari:

  • Analisi del bisogno e consapevolezza
  • Atteggiamenti e Strategie comportamentali
  • Check list del cambiamento

L’azione di counselling avviene con il destinatario e/o con il gruppo. L’obiettivo è di definire i ruoli creando un mix tra le caratteristiche personali ed i bisogni aziendali, e favorendo l’efficacia di ciascuno nel sistema sociale del gruppo di lavoro.

Lo scopo del counselling non è “trasformare” o “curare”, bensì permettere al destinatario di esprimere un approccio problem-solving, attraverso diverse modalità di fronteggiamento delle difficoltà rispetto al passato.

Per “coaching” e supervisione individuale intendo un intervento legato ad una necessità percepita di incremento di performance rispetto al momento iniziale. Le carenze di Non-Technical Skills e di implementazione di un metodo di lavoro sono elementi raccolti nell’analisi preliminare, e l’intervento di coaching prevede un’azione uno-ad-uno.

Lo scopo del coaching non è “agire-al-posto-di”, bensì permettere al destinatario di esprimere al meglio quello che è, trasformando le proprie conoscenze in azioni costruttive e risultati.

"Non basta guardare avanti: bisogna che ci sia qualcosa da vedere." Roberto Gervaso