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EVENTO – Fattore Umano e Sicurezza sul Lavoro

Giovedì 30 marzo 2017
14:30 – 18:30

Scuola Edile – CPT di Modena.

Relatore: dott. Andrea Cirincione

FATTORE UMANO e SICUREZZA sul LAVORO “…..dietro ad un infortunio c’è sempre un sistema, una organizzazione e in ultima analisi un individuo che, nell’ambito del proprio ruolo e responsabilità, pensa, prende decisioni e si comporta di conseguenza.”

Occuparsi di sicurezza e prevenzione nell’ambito dell’organizzazione di un processo produttivo significa misurarsi, con un insieme di fattori, tra cui: obiettivi produttivi, tempi e costi di realizzo; atteggiamenti delle maestranze non sempre ben disposte e collaborative nei confronti delle regole di prevenzione; insufficiente ruolo di promozione e vigilanza sull’applicazione di tali regole da parte dei vari livelli gerarchici del luogo di lavoro; concezione delle regole e modalità prevenzionistiche quale mero fattore burocratico da cui affrancarsi appena possibile ”…. perché così lavoro meglio, faccio prima, ho sempre fatto così…! ”

Altrettanto evidente è la constatazione che dietro ad un infortunio, di rado c’è il fato, ma sempre c’è un sistema, una organizzazione e in ultima analisi un individuo che, nell’ambito del proprio ruolo e responsabilità, pensa, decide e si comporta di conseguenza. E’ infatti assodato che il fattore comportamentale e quello organizzativo sono tra le cause principali dell’infortunio. Quindi, dato per scontato l’organizzazione e l’adozione di appropriate soluzioni tecniche per la salute e sicurezza degli addetti nel luogo di lavoro, occorre essere capaci di intervenire anche sulla “variabile-uomo”, cioè sull’approccio individuale al fattore rischio, alla sua percezione e sui comportamenti effettivamente praticati, altrimenti il livello di sicurezza non potrà considerarsi accettabile.

Ma le figure che si occupano di prevenzione e sicurezza con quali strumenti e quali tecniche possono intervenire sulla “variabile-uomo”?

Innanzi tutto l’autorevolezza di queste figure, oltre alla competenza tecnico-professionale, deve contraddistinguersi per un’attitudine a misurarsi con la realtà dei comportamenti, proponendo, se sbagliati, alternative virtuose in cui risultino evidenti i vantaggi per gli operatori. Per far ciò è fondamentale sviluppare una capacità di analisi in grado di soffermarsi sulla cosiddetta percezione del rischio e quindi sull’attribuzione di significato al contesto e sull’orientamento discrezionale della condotta individuale sul luogo di lavoro. Lavorare sull’esperienza degli addetti è il punto di partenza e la prassi del rinforzo positivo dei comportamenti virtuosi è sicuramente un elemento importante.

Ma altrettanto importante è favorire l’emersione e la segnalazione delle esperienze e dei comportamenti negativi in quanto patrimonio esperienziale degli operatori su cui confrontarsi per individuare e condividere le azioni da adottare per correggerli. Ecco allora che sollecitare lo spirito collaborativo dei vari soggetti per favorire il reporting volontario nonché dotarsi di un metodo in grado di recepire e valorizzare le segnalazioni quali fonte di informazione alla base del lavoro sui “comportamenti errati e sui mancati infortuni” diventa un bagaglio fondamentale per l’azione di analisi finalizzata a promuovere soluzioni e comportamenti positivi condivisi.

L’obiettivo di questo seminario è quindi proporre spunti di riflessione e metodologici che aiutino i partecipanti a misurarsi con la “variabile-uomo”, con la sua cultura, la sua percezione del rischio e i conseguenti comportamenti, iniziando col porsi le seguenti domande:

 Come favorire un processo di coinvolgimento e responsabilizzazione sui temi prevenzionistici in cui ruoli e responsabilità vengano intesi come complementari e non delegati?

 Come valorizzare l’importanza dell’analisi sui comportamenti praticati e su quanto questi incidano in termini di mancati infortuni?

 Come promuovere un approccio relazionale tra gli operatori capace di influenzarne la percezione del rischio e relativi comportamenti?

 Come favorire la produzione di informazioni che aiutino l’analisi e il processo relazionale di cui sopra?

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"Non basta guardare avanti: bisogna che ci sia qualcosa da vedere." Roberto Gervaso